SCI ALPINO
Giovanni Franzoni continua a scrivere la storia per l’Italia maschile di sci alpino. Nella cattedrale austriaca di Kitzbühel, cornice della quinta discesa della Coppa del Mondo, il ventiquattrenne di Manerba del Garda ha conquistato il primo posto, diventando il quarto azzurro di sempre ad alzare le braccia al cielo nell’iconica libera dell’Hahnenkamm dopo Kristian Ghedina (1998), Dominik Paris (2013-2017-2019) e Peter Fill (2016).
Sulla mitica Streif il campione bresciano (foto ANSA) si è regalato il secondo successo della carriera sul massimo circuito internazionale (primo di specialità) dopo quello firmato a metà mese nel super-G di un altro tempio del Circo Bianco come la pista del Lauberhorn di Wengen (Svizzera). Il totale dei podi per il giovane lombardo ammonta adesso a quattro, tutti ottenuti nel corso di quest'annata olimpica, se si vanno ad aggiungere anche i due terzi posti siglati rispettivamente sulla Saslong in Val Gardena (super-G) ed ancora a Wengen (discesa).
Franzoni, partito dal cancelletto con il pettorale numero due e reduce dal 12° posto nel super-G del venerdì ma soprattutto dal miglior tempo stampato in entrambe le prove cronometrate disputate nelle tre precedenti giornate, ha dato vita ad un emozionante duello senza esclusione di colpi insieme al fenomeno svizzero Marco Odermatt. L'azzurro ha fatto la differenza soprattutto nella curva del Lärchenschuss ed in generale in tutta la parte bassa, tagliando la linea di arrivo con il crono di 1:52.31 e con soli sette centesimi (+0.07) di vantaggio nei confronti dell’asso elvetico, trovatosi davanti all’italiano in concomitanza dell’imbocco della stradina ma che ha perso tanto nei tratti di scorrimento nonostante un piccolo tentativo di recupero sul finale.
“È un sogno, sto tremando dall’emozione. Il risultato del super-G di ieri mi ha sgravato di un po’ di pressione ed oggi ero particolarmente carico. Prima della stradina forse ho fatto qualche sbavatura ma, così come in prova, da lì in poi ho sciato da paura. È stata una giornata un po’ speciale perché in partenza avevo in mente Matteo Franzoso, con cui l’anno scorso condividevo la camera. Sapevo che Odermatt voleva fare la gara perché qui non aveva mai vinto ma quando sono arrivato in fondo con quel vantaggio mi sono detto che avevo fatto qualcosa di grande. Sapevo che per starmi davanti aveva bisogno di un ampio margine a metà pista. Questa volta il gioco dei centesimi per fortuna è stato dalla mia parte”, le dichiarazioni di un emozionato Franzoni all'arrivo.
Il terzo ed ultimo gradino del podio, quindi, è stato appannaggio del sorprendente francese Maxence Muzaton (+0.39), sceso con il 29° pettorale, che ha tolto la gioia della top-3 all’altro azzurro Florian Schieder (quarto con +0.67), autore di un'altra brillante performance sull'amato tracciato austriaco che lo ha visto secondo sia nel 2023 sia nel 2024. Per l'Italia ha chiuso tra i migliori dieci anche il già citato Paris (settimo con +0.93) mentre Mattia Casse (11° con è terminato di poco fuori con +1.40). Più indietreggiati, invece, Christof Innerhofer (28° con +1.90), Guglielmo Bosca (40° con +2.45), Benjamin Jacques Alliod (41° con +2.48) e Marco Abbruzzese (50° con +3.47).
