SCI DI FONDO
L’Italia maschile prenota nuovamente un posto sul podio olimpico nella staffetta. A Lago di Tesero, in Val di Fiemme, il quartetto composto (in ordine di apparizione) da Davide Graz (tecnica classica), Elia Barp (tecnica classica), Martino Carollo (tecnica libera) e Federico Pellegrino (tecnica libera) si è fregiato del bronzo sulla nuova distanza dei 4x7.5 km (TC/TL). È la sesta medaglia azzurra a squadre della storia per gli uomini (foto Gianpalo Piazzi/CONI), tornati nella top-3 a cinque cerchi di specialità a ben 20 anni di distanza dall'ultima volta, dopo due ori (Lillehammer 1994-Torino 2006) e tre argenti (Albertville 1992-Nagano 1998-Salt Lake City 2002). In tutti e cinque i casi si gareggiò nel format più lungo della 4x10 km.
Abbracci, commozione e lacrime al traguardo specialmente per Pellegrino, uno dei due portabandiera dell’Italia Team nella Cerimonia d’Apertura allo Stadio San Siro insieme alla pattinatrice di short track Arianna Fontana ed al via in quella che rappresenta la sua quarta ed ultima Olimpiade. Per il trentacinquenne valdostano si tratta inoltre della terza medaglia consecutiva in carriera ai Giochi (prima a squadre) dopo i due argenti individuali vinti rispettivamente a Pyeongchang 2018 (sprint TC) ed a Pechino 2022 (sprint TL). È la 19ª medaglia (sei ori, tre argenti e 10 bronzi) a Milano Cortina 2026 per la spedizione azzurra, portatasi a meno uno dallo storico record di 20 stabilito 32 anni fa nell'edizione a cinque cerchi norvegese di Lillehammer 1994.
Ottima prima frazione per Graz, terzo alle spalle di Norvegia e Stati Uniti. Leggermente più appannata l'azione di Barp, riuscito comunque a concludere il proprio segmento di gara anche lui in top-3 dietro a Norvegia e Finlandia. Il testimone, quindi, è passato a Carollo (quarto con davanti Norvegia, Francia e Finlandia), con Pellegrino che ha ricevuto il cambio con ben 21" da recuperare nei confronti del trittico di testa. Clamorosa, però, la rimonta del fenomeno di Nus, che ai 26.2 km si è già portato sulle code del finlandese Niko Anttola, per poi sverniciarlo definitivamente a cavallo dell'ultimo tratto in salita.
A trionfare è stata la Norvegia degli invincibili Emil Iversen, Martin Loewstroem Nyenget, Einar Hedegart e Johannes Hoesflot Klaebo, che si è messa in scioltezza al collo la medaglia d'oro grazie al crono di 1h04'24"5. Sulla piazza d'onore si è andata ad accomodare la Francia di Theo Schely, Hugo Lapalus, Mathis Desloges e Victor Lovera (argento con +22"2) mentre l'Italia, in virtù di un gap di 47"9 dalla vetta, ha chiuso terza, riuscendo ad avere nettamente la meglio nella volata finale a discapito della stessa Finlandia di Lauri Vuorinen, Ivo Niskanen, Arsi Ruuskanen e del già citato Niko Anttola (quarta con +57"1).